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Calcolo superficie

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Guida tecnica revisionata

Dimensionamento delle gronde e dei pluviali: procedimento e limiti

Testo tecnico dell’utente, riordinato, verificato nelle formule e corretto nei punti dove una stima idraulica non coincide con una verifica normativa. La sezione è informativa.

Guida a ogni parametro

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Lunghezza fronte gronda Lc (m)
Sviluppo reale della gronda lungo il bordo di raccolta; esempio 150 m. Deve essere coerente con la posizione degli scarichi, non con la lunghezza inclinata della falda. §1 e §5.
Larghezza della falda Hc (m)
Distanza dal bordo gronda al colmo. Se è misurata sulla pendenza, applicare coseno; se è in pianta, non applicarlo. Esempio 20 m. §1.
Angolo ic (°)
Inclinazione in gradi rispetto all’orizzontale; entra nella conversione della superficie inclinata alla proiezione. Non è la pendenza longitudinale della gronda. §1.
Misura lungo falda oppure in pianta
Il programma deve sapere se il valore Hc è inclinato o già proiettato per evitare errori di superficie. §1.
Intensità j (mm/h)
Parametro locale di progetto ricavato da statistiche di precipitazione, durata e periodo di ritorno adatti. 200 mm/h è solo l’esempio. §2 e §8.
Coefficiente C o φ
Frazione della precipitazione che defluisce. Esempio 0,60; per una copertura impermeabile usare normalmente 1 salvo giustificazione e disposizioni applicabili. §2 e §7.
Larghezza interna gronda B (mm)
La larghezza libera effettiva, non ingombro esterno del manufatto. Contribuisce ad area/perimetro bagnato. §3.
Altezza interna gronda H (mm)
Altezza fino al livello effettivamente utilizzabile; il franco dalla sommità resta da verificare e la quota reale non è necessariamente coincidente con H. §3 e §7.
Percentuale h/H (%)
Rapporto tra profondità teorica dell’acqua e altezza della sezione. 60% significa h=0,30 m per una gronda alta 0,50 m. Non significa verifica del franco minimo. §3.
Pendenza longitudinale i (%)
Pendenza lungo il fondo della gronda, distinta dai gradi del tetto. 0,29%=2,9 mm/m, gronda nominalmente orizzontale per EN 12056-3; il risultato Manning uniforme non ne dimostra la capacità normativa. §3 e §7.
Coefficiente di scabrezza Ks
Manning–Strickler in m^(1/3)/s, parametro ipotetico che dipende da rugosità e materiali; 70 è valore illustrativo. §3.
Bacino intero o tratto tributario
Il confronto corretto richiede la portata che attraversa il tratto fino al proprio scarico, non Q diviso automaticamente per Nd. Modalità bacino totale è confronto cautelativo indicativo. §4.
Lunghezza tributaria del tratto Lt (m)
Indica un tratto reale da punto di portata nulla a scarico, quando il contributo della superficie sia uniformemente distribuito lungo la gronda. Il prodotto Q × Lt/Lc è solo approssimazione geometrica, non mappatura automatica delle bocche. §4.
Diametro interno effettivo di (mm)
Non confondere DN nominale con diametro interno libero. Per Wyly–Eaton è indispensabile la misura interna reale. §5.
Fattore di riempimento f
Parametro di calcolo idraulico del tubo parzialmente riempito, selezionabile 0,20 oppure 0,33; il valore utilizzabile varia con regolamenti e contesto. §5.
Scabrezza kb (mm)
Scabrezza equivalente del tubo per Wyly–Eaton. Esempio kb=0,25 mm e diametro interno 160 mm. §5.
Capacità Qd dichiarata dal prodotto (L/s)
Se nota e verificata da documentazione affidabile, sostituisce il calcolo empirico; 21,4 L/s riproduce Nd=5 dell’esempio ma non è automaticamente valida per ogni DN160. §5.

DIMENSIONAMENTO DELLE GRONDAIE E DEI PLUVIALI PER LO SMALTIMENTO DELLE ACQUE METEORICHE

Introduzione

Il dimensionamento di una grondaia ha lo scopo di determinare le caratteristiche geometriche e idrauliche necessarie per raccogliere e smaltire correttamente le acque meteoriche provenienti da una copertura.

La procedura di calcolo si articola in tre fasi fondamentali:

  1. Determinazione della portata meteorica (Q): calcolo della quantità d'acqua che raggiunge il sistema di raccolta in funzione della superficie della copertura, dell'intensità della precipitazione e del coefficiente di efflusso.
  2. Dimensionamento idraulico della grondaia (Qg): determinazione della capacità di deflusso della grondaia in funzione delle dimensioni della sezione, della pendenza longitudinale, del grado di riempimento e della scabrezza del materiale.
  3. Dimensionamento dei discendenti pluviali (Qd): determinazione del numero di pluviali necessari e della loro distanza media per determinare una quantità minima teorica sotto ipotesi dichiarate.

Il procedimento utilizza il metodo razionale per la valutazione della portata meteorica e la formula di Gauckler-Strickler per il calcolo della capacità idraulica della grondaia.


1. Calcolo della superficie scolante (S)

Il primo passaggio consiste nel determinare la superficie della copertura che contribuisce alla raccolta delle acque meteoriche.

Nel caso di una copertura inclinata, conoscendo la larghezza misurata lungo la falda, la lunghezza e l'angolo di inclinazione, la superficie proiettata orizzontalmente può essere determinata mediante:

S = Lc × Hc × cos(ic)

Dove:

  • Lc = lunghezza del fronte di gronda che raccoglie la pioggia (m);
  • Hc = distanza bordo-colmo misurata lungo la falda inclinata (m);
  • ic = angolo di inclinazione della copertura (°);
  • S = superficie proiettata orizzontalmente (m²).

Esempio di calcolo

Si considera una copertura con le seguenti caratteristiche:

Parametro Valore
Lunghezza del fronte di gronda (Lc) 150 m
Distanza lungo la falda (Hc) 20 m
Inclinazione della copertura (ic) 10°

Applicando la formula:

S = 150 × 20 × cos(10°)

Si ottiene:

S = 2.954,42 m²

La superficie scolante considerata è quindi pari a 2.954,42 m².

Precisazione: questa relazione è valida quando Hc è misurata lungo la falda inclinata e Lc lungo il fronte gronda. Se le dimensioni della copertura sono già espresse in proiezione orizzontale, non occorre applicare nuovamente il fattore coseno.


Limite del modello: la proiezione orizzontale semplice non coincide sempre con la superficie di raccolta efficace richiesta dalla EN 12056-3. Possono contribuire pareti verticali esposte e vento (HR Wallingford SR620, cap. 4), tipologia di gronda e geometrie più complesse. UCP in questa versione non applica automaticamente tali correzioni. Per la tipologia di tetto a due falde, inserire nel calcolatore solo la falda che confluisce nella gronda presa in esame.

2. Calcolo della portata meteorica (Q)

Una volta determinata la superficie scolante, si procede al calcolo della portata d'acqua che deve essere smaltita dal sistema.

La portata meteorica dipende da tre fattori principali:

  • superficie scolante;
  • intensità della precipitazione;
  • coefficiente di efflusso della superficie.

La relazione utilizzata è:

Q = S × j × φ / 3600

Dove:

Simbolo Significato Unità di misura
S Superficie scolante m²
j Intensità della precipitazione mm/h
φ Coefficiente di efflusso Adimensionale
Q Portata meteorica l/s
3600 Fattore di conversione da ore a secondi s/h

Il coefficiente di efflusso rappresenta la frazione della precipitazione che contribuisce al deflusso superficiale.

Il suo valore dipende dalla natura della superficie, dalla sua impermeabilità e dalle condizioni di drenaggio.

Esempio di calcolo

Si assumono i seguenti parametri:

Parametro Valore
Superficie scolante 2.954,42 m²
Intensità della precipitazione 200 mm/h
Coefficiente di efflusso 0,60

Applicando la formula:

Q = 2.954,42 × 200 × 0,60 / 3600

Si ottiene:

Q = 98,48 L/s

La portata meteorica di progetto è quindi pari a 98,48 litri al secondo.

Significato del fattore 3600

Il fattore 3600 permette la conversione dell'intensità della precipitazione da mm/h alla portata espressa in l/s.

Infatti, una precipitazione di 1 mm distribuita su una superficie di 1 m² corrisponde a un volume d'acqua di 1 litro.

Dividendo per 3600 si converte il volume orario in volume al secondo.


Scelta dell’intensità j: il valore di 200 mm/h è dimostrativo e non rappresenta un comune o una zona climatica. Per un dimensionamento reale utilizzare statistiche pluviometriche locali, periodo di ritorno e durata appropriata; UCP non scarica dati meteo. Per un tetto impermeabile, il valore di partenza ordinario è C=1, salvo giustificazioni tecniche e regole nazionali (HR Wallingford SR620, §5.1).

3. Dimensionamento idraulico della grondaia (Qg)

La fase successiva consiste nella determinazione della capacità idraulica della grondaia.

Per una grondaia a sezione rettangolare, il calcolo può essere eseguito utilizzando la formula di Gauckler-Strickler, applicata al moto uniforme a pelo libero.

La relazione è:

Qg = 1000 × Ks × A × Rh^(2/3) × √(i / 100)

Dove:

Simbolo Significato Unità
Qg Portata della grondaia l/s
Ks Coefficiente di Strickler m¹ᐟ³/s
A Area della sezione bagnata m²
Rh Raggio idraulico m
i Pendenza longitudinale %
1000 Conversione da m³/s a l/s —

Questa relazione consente di determinare la portata trasportabile in funzione delle caratteristiche geometriche della sezione e della pendenza longitudinale.

3.1 Parametri geometrici e idraulici

Si considera una grondaia rettangolare con le seguenti caratteristiche:

Parametro Valore
Larghezza interna (B) 500 mm
Altezza interna (H) 500 mm
Grado di riempimento 60%
Coefficiente di Strickler (Ks) 70 m¹ᐟ³/s
Pendenza longitudinale (i) 0,29%

Il grado di riempimento rappresenta il rapporto percentuale tra l'altezza dell'acqua e l'altezza complessiva della sezione.

3.2 Calcolo dell'altezza dell'acqua

L'altezza della sezione effettivamente occupata dall'acqua è:

h = H × 60 / 100

Convertendo l'altezza in metri:

h = 0,50 × 0,60
h = 0,30 m

La grondaia lavora quindi con un'altezza d'acqua di 30 cm su un'altezza complessiva di 50 cm.

3.3 Calcolo dell'area della sezione bagnata

Per una sezione rettangolare, l'area bagnata è:

A = B × h

Sostituendo i valori:

A = 0,50 × 0,30
A = 0,15 m²

3.4 Calcolo del perimetro bagnato

Il perimetro bagnato rappresenta la porzione del contorno della sezione che si trova a contatto con l'acqua.

Per una sezione rettangolare aperta superiormente:

P = B + 2h

Applicando la formula:

P = 0,50 + 2 × 0,30
P = 1,10 m

3.5 Calcolo del raggio idraulico

Il raggio idraulico è dato dal rapporto tra l'area della sezione bagnata e il relativo perimetro bagnato:

Rh = A / P

Sostituendo:

Rh = 0,15 / 1,10
Rh = 0,13636 m

Il raggio idraulico costituisce un parametro fondamentale per descrivere la capacità di deflusso di una sezione.

3.6 Calcolo della portata della grondaia

A questo punto, disponendo di tutti i parametri necessari, si applica la formula di Gauckler-Strickler.

Qg = 1000 × Ks × A × Rh^(2/3) × √(i / 100)

Sostituendo:

Qg = 1000 × 70 × 0,15 × 0,13636^(2/3) × √0,0029

Si ottiene:

Qg = 149,80 L/s

La grondaia considerata presenta quindi, nelle condizioni di moto uniforme ipotizzate, una capacità idraulica pari a 149,80 litri al secondo.


Limite essenziale: la formula di Manning–Strickler è un calcolo didattico di moto uniforme in un canale prismatico: la gronda riceve invece acqua distribuita lungo il proprio sviluppo, fino alle bocche. Non sostituisce le procedure per gronde di gronda esterne, di compluvio e parapetto della EN 12056-3 (fattori di lunghezza, forma, livello, franco, outlet). Con pendenza 0,29%=2,9 mm/m, la gronda è trattata come nominalmente orizzontale ai fini del metodo normativo (<=3 mm/m): il risultato 149,80 L/s non è una portata normativa verificata.

4. Confronto della portata della gronda con la portata del tratto (correzione)

Il documento originario mostrava il confronto Qg ≥ Q totale e lo presentava come verifica sufficiente. Questo rapporto è utile come confronto numerico cautelativo se l’intero carico attraversa un unico tratto, ma non descrive automaticamente una gronda con più bocche. L’opzione alternativa precedente di UCP, Qg ≥ Q / Nd, non è corretta senza delimitare la porzione di copertura che alimenta il tratto considerato. La procedura coerente con HR Wallingford SR620 (§5.1–5.2) consiste nel definire prima la posizione di scarichi e punti a portata nulla, calcolare la portata Qtratto proveniente dalla sua superficie tributaria, quindi dimensionare separatamente tratto di gronda, bocca e pluviale.

Il calcolatore ora offre due modalità di confronto solo teoriche:

  1. Intero bacino (predefinito): Qtratto = Q, per una verifica di capacità uniforme indicativa riferita all’intero contributo. È conservativa se solo una parte dell’acqua attraversa effettivamente un tratto, ma non è un controllo normativo dell’impianto.
  2. Tratto tributario dichiarato: l'utente inserisce la lunghezza effettiva Lt di gronda che scarica verso un'uscita e assume una distribuzione della superficie raccolta uniforme lungo la gronda. Allora Qtratto = Q × Lt / Lc. Questo NON deriva automaticamente da Nd; non verifica la vera posizione dei punti di divisione, la capacità dell'imbocco o la continuità delle pendenze.

Il confronto è Qg (moto uniforme idealizzato) − Qtratto. Un margine positivo non significa conformità e, con pendenze ≤0,30%, il modello di moto uniforme non è quello di progetto della EN 12056-3.

Esempio con C=0,60: Q=98,48 L/s, Qg=149,80 L/s, differenza sull’intero bacino = +51,32 L/s, soltanto nel modello di moto uniforme. Esempio con C=1,00: Q=164,13 L/s, Qg=149,80 L/s, differenza = −14,33 L/s: il singolo tratto ipotetico non supera il confronto totale. Un sistema con più scarichi potrebbe distribuire diversamente i carichi: non si può approvarlo o respingerlo senza i tratti reali.

La portata massima e il funzionamento delle bocche di scarico costituiscono verifiche autonome; il numero di pluviali non determina automaticamente la capacità della gronda.

5. Dimensionamento dei discendenti pluviali

Il dimensionamento non si conclude con la verifica della grondaia.

È necessario stabilire quanti discendenti pluviali siano richiesti per evacuare la portata meteorica raccolta.

Il numero dei pluviali dipende principalmente da:

  • portata meteorica complessiva;
  • capacità idraulica del singolo discendente;
  • diametro nominale del discendente;
  • geometria e condizioni di scarico del sistema.

5.1 Capacità del singolo discendente (Qd)

Si considera un discendente con diametro nominale:

DN = 160

Per l'esempio si assume una capacità idraulica del singolo discendente pari a:

Qd = 21,4 L/s (assunto)

Questo valore costituisce un dato di progetto da verificare in funzione delle caratteristiche effettive del pluviale e delle condizioni di funzionamento.

La capacità di un discendente non dipende esclusivamente dal diametro: devono essere considerate anche le condizioni di alimentazione, la configurazione della bocca di scarico e il regime di deflusso.

5.2 Numero di discendenti necessari (Nd)

Il numero minimo teorico di discendenti si determina attraverso:

Nd = arrotonda_per_eccesso(Q / Qd)

Dove:

  • Nd = numero di discendenti;
  • Q = portata meteorica complessiva;
  • Qd = capacità di smaltimento di un singolo discendente.

Il risultato viene arrotondato all'intero superiore, poiché il numero di discendenti non può assumere valori frazionari.

Applicando la formula:

Nd = arrotonda_per_eccesso(98,48 / 21,4)
Nd = arrotonda_per_eccesso(4,60)

Si ottiene:

Nd = 5

Per smaltire la portata meteorica considerata sono quindi risultanti dal rapporto teorico, sulla base delle capacità assunte, 5 discendenti come minimo aritmetico sulla capacità Qd assunta.

5.3 Distanza media tra i discendenti (Ld)

Una volta determinato il numero di discendenti, è possibile stabilire una distanza media teorica di distribuzione lungo lo sviluppo della grondaia.

La relazione è:

Ld = Lc / Nd

Dove:

  • Ld = distanza media tra i discendenti;
  • Lc = sviluppo longitudinale considerato della grondaia;
  • Nd = numero dei discendenti.

Assumendo uno sviluppo pari a 150 m:

Ld = 150 / 5

Si ottiene:

Ld = 30 m

La distanza media teorica risulta quindi pari a 30 metri.

È importante precisare che questa è una suddivisione preliminare dello sviluppo della grondaia. La disposizione effettiva degli scarichi deve tenere conto dei punti di raccolta, delle pendenze, del percorso dell'acqua e della capacità locale delle bocche di scarico.


5.4 Perché UCP può mostrare tre, cinque oppure sette discendenti

L’equazione empirica di Wyly–Eaton, usata per pluviali verticali circolari a gravità (HR Wallingford SR620 §10.1 e EN 12056-3), è:

Qd [L/s] = 2,5 × 10^−4 × kb^−0,167 × di^2,667 × f^1,667

con di diametro interno reale in mm, kb scabrezza idraulica in mm e f fattore di riempimento. In questo esempio, con di=160 mm, kb=0,25 mm, f=0,33, si ottengono circa 37,52 L/s, quindi ceil(98,48/37,52)=3 come minimo teorico da sola capacità del tubo; con f=0,20, si ottengono circa 16,3 L/s e 7 pluviali. Il valore 21,4 L/s non si ricava dal solo nome DN160: inserendolo esplicitamente come capacità da documentazione di progetto si riproducono i 5 pluviali dello screenshot. Le bocche possono avere capacità inferiore al tubo. Nessuno dei numeri 3/5/7 costituisce una disposizione verificata.

6. Riepilogo generale del dimensionamento

I risultati del procedimento sono riassunti nella seguente tabella.

Parametro Simbolo Risultato
Larghezza della copertura Lc 150 m
Lunghezza della copertura Hc 20 m
Inclinazione della copertura ic 10°
Superficie scolante S 2.954,42 m²
Intensità della precipitazione j 200 mm/h
Coefficiente di efflusso φ 0,60
Portata meteorica Q 98,48 l/s
Larghezza grondaia B 500 mm
Altezza grondaia H 500 mm
Riempimento h/H 60%
Coefficiente di Strickler Ks 70 m¹ᐟ³/s
Pendenza longitudinale i 0,29%
Capacità idraulica grondaia Qg 149,80 l/s
Confronto modello uniforme, intero bacino Qg − Q +51,32 L/s (NON conformità)
Diametro nominale discendente DN 160
Capacità singolo discendente assunta manualmente Qd 21,4 L/s
Numero minimo teorico con Qd manuale Nd 5
Spaziatura aritmetica non di progetto Ld 30 m

Nel calcolatore, i valori 21,4 L/s, 5 tubi e 30 m sono disponibili selezionando l’override manuale di capacità: non sono valori certificati per qualunque DN160.

7. Aspetti tecnici da approfondire

Le formule precedenti consentono di ricostruire un procedimento di dimensionamento idraulico, ma alcuni parametri devono essere determinati mediante ulteriori valutazioni progettuali.

7.1 Determinazione della pendenza longitudinale

La pendenza longitudinale della grondaia rappresenta uno dei parametri fondamentali del dimensionamento.

Nell'esempio è stata assunta una pendenza dello 0,29%.

Il valore influisce direttamente sulla portata secondo la relazione:

Qg ∝ √i

A parità di sezione, grado di riempimento e scabrezza, una pendenza maggiore determina una capacità di deflusso superiore.

La pendenza può anche essere ricavata dalla formula di Strickler, fissando una portata obiettivo e le caratteristiche della sezione:

i (%) = 100 × [(Qg/1000) / (Ks × A × Rh^(2/3))]²

La formula restituisce la pendenza in percentuale.

Si tratta della pendenza teorica necessaria al trasporto della portata specificata nelle condizioni di moto uniforme assunte.

La pendenza teorica così ricavata non determina da sola la pendenza normativa della grondaia, specialmente sotto 0,30%. La pendenza effettiva di progetto dovrà essere verificata tenendo conto dello sviluppo della grondaia, della disposizione degli scarichi e delle condizioni reali di funzionamento.

7.2 Determinazione del coefficiente di efflusso

Il coefficiente di efflusso deve essere scelto in funzione della tipologia di copertura e delle indicazioni normative applicabili.

Il valore 0,60 utilizzato nell'esempio costituisce un'ipotesi di calcolo e non deve essere considerato automaticamente valido per qualsiasi copertura in tegole.

Per molte coperture ordinarie, nell'ambito del dimensionamento dei sistemi di drenaggio dei tetti secondo UNI EN 12056-3, si assume un coefficiente pari a 1, salvo condizioni e prescrizioni specifiche.

7.3 Determinazione della capacità del singolo pluviale

La portata di 21,4 l/s assunta per il discendente DN 160 deve essere verificata rispetto al sistema effettivamente utilizzato.

Il diametro nominale, da solo, non determina in maniera univoca la capacità idraulica del discendente.

Sono necessari ulteriori dati relativi al sistema di scarico, alla geometria delle imboccature, alle condizioni di deflusso e alle caratteristiche dei componenti.

7.4 Regole di arrotondamento e criteri di sicurezza

Nel dimensionamento devono inoltre essere definite:

  • le modalità di arrotondamento dei diametri e del numero di pluviali;
  • i gradi massimi di riempimento ammessi;
  • le condizioni di verifica delle bocche di scarico;
  • i criteri di scelta dell'intensità di precipitazione di progetto;
  • gli eventuali margini di sicurezza;
  • le limitazioni applicabili alle diverse sezioni di grondaia.

In UCP l’inversione utilizza Qtratto selezionata (intero bacino oppure tratto dichiarato) e restituisce una pendenza uniforme teorica, non una pendenza di progetto EN 12056-3. Il fattore di riempimento, i parametri reali dei canali e i limiti di pendenza devono essere rivisti separatamente.

8. Riferimento normativo e influenza delle ipotesi di calcolo

Il dimensionamento dei sistemi di raccolta e smaltimento delle acque meteoriche dalle coperture deve essere valutato in relazione alla UNI EN 12056-3:2001 — Sistemi di scarico funzionanti a gravità all'interno degli edifici, parte 3: sistemi per l'evacuazione delle acque meteoriche, progettazione e calcolo.

La normativa prende in considerazione non soltanto le portate meteoriche e le dimensioni delle grondaie, ma anche il comportamento idraulico delle bocche di scarico e dei discendenti.

Influenza del coefficiente di efflusso sul risultato

Per comprendere quanto le ipotesi iniziali incidano sul dimensionamento, è utile confrontare due valori del coefficiente di efflusso.

Prima ipotesi: coefficiente φ = 0,60

Q = 2.954,42 × 200 × 0,60 / 3600
Q = 98,48 L/s

Con una capacità della grondaia di 149,80 l/s, la verifica risulta soddisfatta.

Seconda ipotesi: coefficiente φ = 1,00

Q = 2.954,42 × 200 × 1,00 / 3600
Q = 164,13 L/s

Mantenendo invariati gli altri parametri nel SOLO modello uniforme, per il confronto sull’intero bacino:

149,80 < 164,13

Il confronto numerico sul bacino intero diventa negativo. Non costituisce da solo un giudizio normativo su un impianto dotato di più scarichi.

Questo confronto dimostra come la corretta determinazione dei parametri di progetto sia determinante per l'affidabilità del dimensionamento.

Inoltre, con una portata meteorica di 164,13 l/s, mantenendo la capacità ipotizzata di 21,4 l/s per ogni discendente, il numero minimo teorico di pluviali salirebbe da 5 a 8.


Fonti da consultare prima di un progetto reale

  • UNI EN 12056-3:2001: scheda ufficiale UNI. Lo stato dell’edizione e le disposizioni nazionali devono essere ricontrollati al momento dell’uso.
  • HR Wallingford, R. May, SR620 (2003): manuale tecnico scaricabile dall’ente autore. Spiega area efficace, pioggia, bacini di gronda, capacità effettiva, scarichi, coefficiente dei pluviali. Si usa insieme alla norma, non al suo posto.

La norma e il manuale contengono procedure, tabelle e condizioni aggiuntive non implementate integralmente nel calcolatore. L’elaborazione si limita al predimensionamento matematico a scopo informativo.

9. Conclusioni e condizioni di applicabilità (testo corretto)

I dati del caso allegato sono matematicamente riproducibili: S=2.954,42 m², Q=98,48 L/s per C=0,60, e Qg=149,80 L/s per la sezione rettangolare nel modello a moto uniforme. Assumendo manualmente Qd=21,4 L/s, si ottengono Nd=5 e Lc/Nd=30 m come semplice distanza aritmetica media. Con capacità DN160 calcolata da Wyly–Eaton e grado di riempimento f=0,33, il numero teorico cambia.

Il confronto teorico della gronda viene ora effettuato con Q riferita al bacino o tratto selezionato, non automaticamente con la portata divisa per i pluviali. Per la configurazione con più sbocchi il corretto dimensionamento richiede tratti tributari e scarichi realmente definiti, capacità di ogni imbocco, corretta metodologia per gronde nominalmente orizzontali, eventuali franchi, angoli, riserva di troppo pieno e intensità di pioggia locale.

Questo strumento non dichiara né garantisce conformità alle norme o sicurezza dell'impianto. Prima di utilizzarne i numeri per costruzione, approvvigionamento o messa in esercizio occorre la verifica di un tecnico competente e delle prescrizioni nazionali applicabili.